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Gabel, in azienda decidono i dipendenti

In News on March 25, 2016 at 5:07 pm

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Dopo la settimana mail-free, GABEL, storica azienda del tessile per la casa, continua il suo impegno per coinvolgere e ascoltare tutti, per un costante processo di evoluzione “dal basso”, effettivo, trasversale e condiviso. A partire dal logo.

All’avvicinarsi del suo sessantesimo compleanno, GABEL è più fresca e giovane che mai. Infatti, ben lontana dall’adagiarsi su pratiche consolidate, l’azienda comasca sta vivendo un momento di grande fermento, rivedendo e rivoluzionando sistemi e abitudini lavorative per un miglioramento del clima aziendale e del benessere dei lavoratori.
E lo fa dal basso, in un coraggioso processo di coinvolgimento, reale e trasversale, di tutte le persone che collaborano alla realizzazione delle collezioni tessili per la casa, conosciute e amate da diverse generazioni.

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Chi si fosse trovato qualche giorno fa nell’unità produttiva di Rovellasca, ad esempio, avrebbe potuto assistere ad una scena inusuale: due grandi stampe appese ad una parete del magazzino e gruppetti di persone, intente a confrontarsi e ad apporre una croce sull’una o sull’altra opzione.

Oggetto di tanto fermento? Il nuovo logo aziendale, che segnerà una tappa importante come i 60 anni dalla fondazione e per il quale si sono voluti coinvolgere tutti, in un sondaggio che si è concluso pochi giorni fa. Il significato, pratico e simbolico, è molto chiaro: il logo rappresenta non tanto l’immagine quanto l’anima e la visione di un’azienda, fatta di tante persone, ognuna con il proprio ruolo e le proprie competenze, ognuna chiamata a dare il proprio contributo e la propria opinione. No alle decisioni calate dall’alto, quindi, a favore del contributo di tutti.

Dopo la settimana senza mail e il sondaggio sul nuovo logo, Gabel continua nella stessa direzione con tutta una serie di iniziative: tra queste, l’introduzione di un bussolotto per votare su diverse questioni di interesse aziendale e l’istituzione di un “comitato esecutivo” – un gruppo di persone con ruoli e posizioni molto diverse e trasversali (dal magazzino all’ufficio stile, dal controllo qualità alla produzione e all’amministrazione) all’interno dell’azienda – che si riunisce una volta alla settimana per discutere su vari aspetti, raccogliere idee e formulare proposte da portare al consiglio d’amministrazione, che risponde sempre, punto per punto.

“Si tratta di una tappa irrinunciabile del processo che abbiamo da qualche tempo avviato in Gabel”, commenta Michele Moltrasio, presidente del gruppo. “Un percorso complessivo di crescita, che comprende sia investimenti economici con acquisto di nuovi, sofisticati macchinari che “investimenti” di diverso tipo e portata sulle persone che lavorano in azienda, il cui parere e contributo sono estremamente importanti. Il processo di evoluzione avviato da Gabel nasce e si basa su una visione incentrata sulla cultura della qualità, una qualità che riguarda il prodotto ma anche, e soprattutto, il benessere e la soddisfazione di tutte le persone coinvolte”.